Lentamente Muore
“Lentamente Muore” di Pablo Neruda e Martha Medeiros

“Lentamente Muore” di Pablo Neruda e Martha Medeiros

Come ogni anno nella serata di Ferragosto arrivano i tradizionali fuochi d’artificio sul Lago di Bolsena a Capodimonte in provincia di Viterbo.
PS: Foto scattate con iPhone 3G e Camera Genius, mi scuso quindi per la scarsa qualità
Buon Ferragosto a Tutti!!!
Come già saprete nel mese di Aprile di quest’anno ho aderito all’iPhone Deveoper Program, iniziando così ad utilizzare le versioni beta sul mio iPhone. Mi rendo conto che uno sviluppatore come si deve (quindi io no), non dovrebbe usare lo stesso cellulare, sia per lo sviluppo che come telefono personale, ma il costo del dispositivo è molto elevato e poi a mia discolpa devo dire che spesso le versioni beta che Apple ci offre; sono in molti casi meno afflitte da bug di quelle ufficiali. Nelle varie beta che ho testato relative al firmware 3.0 ci sono state alcune che mi hanno particolarmente colpito per la maturità della piattaforma (non ho spento l’iPhone per due settimane), solo da quando poi sono state rilasciate le Push Notifications a mio avviso sono iniziati i vari problemi. Proprio oggi dopo una discreta convivenza con la 3.1 beta 1, ho deciso di installare la 3.1 beta 2 perché a detta di molti risolveva il problema dell’eccessivo surriscaldamento che di tanto in tanto succedeva sulla beta 1. Una volta installata la nuova release del firmware, mi è subito sembrata più reattiva nei menu della precedente, ma purtroppo l’applicazione Messaggi che serve per inviare e ricevere Sms/Mms, si chiudeva non appena aperta. La spiegazione sta in un problema che affligge l’accesso al database SQLlite delle beta 2.
Il problema è spiegato bene in questo articolo del blog iPhoneItalia (che ho letto solo in seguito
), molti utenti dichiarano che anche l’applicazione Mail si comporta come Messaggi, nel mio caso invece Mail andava bene.
Per tutti coloro che hanno fatto il terrificante sbaglio, di installare questa versione, l’unica possibilità rimane il downgrade alla 3.0.
Leggendo l’apposita guida di iSpazio e seguendo i passi, ho comunque riscontrato qualche problemino col software iRecovery che lanciato col comando:
./iRecovery -s
si chiudeva riportando il suddetto errore:
Library not loaded: /usr/local/lib/libusb-0.1.4.dylib.
Allora ho seguito questa nuova guida, dopo aver scaricato qui il software ed aver copiato la libreria sotto l’opportuna cartella dal fidato terminale in questo modo:
su [propria password di admin]
cd Desktop/irecovery
cp libusb-0.1.4.dylib /usr/local/lib
Fatto ciò ho rilanciato il comando:
./iRecovery -s
Log del Comando sul Terminale:
[FTL:MSG] Apple NAND Driver (AND) RO
[NAND] Device ID 0xba94d598
[NAND] BANKS_TOTAL 4
[NAND] BLOCKS_PER_BANK 4096
[NAND] SECTORS_PER_PAGE 824288
[NAND] BYTES_PER_SPARE 216
[FTL:MSG] FIL_Init [OK]
[FTL:MSG] BUF_Init [OK]
[FTL:MSG] FPart Init [OK]
read old style signature 0×43303035 (line:301)
[FTL:MSG] VFL Register [OK]
[FTL:MSG] VFL Init [OK]
[FTL:MSG] VFL_Open [OK]
[FTL:MSG] FTL Register [OK]
[FTL:MSG] FTL_Open [OK]
Boot Failure Count: 0 Panic Fail Count: 0
Entering recovery mode, starting command prompt]
ed ho inserito i comandi:
setenv auto-boot true
saveenv
fsboot
exit
Log dei Comandi sul Terminale:
(Recovery) iPhone$ setenv auto-boot true
(Recovery) iPhone$ saveenv
(Recovery) iPhone$ fsboot
HFSInitPartition: 0x1809da00
(Recovery) iPhone$ exit
Closing USB connection…
come spiegato nella guida di iSpazio e nei commenti al post.
Il mio iPhone è ripartito con la 3.0 ufficiale a bordo, Sms ed Mms di nuovo inclusi, ma purtroppo non ho potuto ripristinare e ho dovuto risincronizzare l’iPhone tutto da capo.
Inconvenienti che succedono ma che da buon geek
mi piace anche risolvere!!!
Alla prossima Beta
Stay Tuned!!
PS: Un ringraziamento speciale al blog iSpazio per l’ottima guida sul Downgrade, mi avete salvato
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Sarà il clima di questo periodo dell’anno in Italia, sarà questo blog che ogni tanto leggo, sarà la mia passione per le cose differenti, ma mi è venuta voglia di Irlanda ed allora ecco un bel volo nella Tigre Celtica.
Le certificazioni in ambito informatico, sono una delle cose sulla quale vengono solitamente forniti una serie di pareri contrastanti, c’è chi dice che servano nel mondo del lavoro ed arricchiscano un CV, chi invece le ritiene inutili come del resto ogni forma di titolo, specialmente nel Bel Paese, terra dove l’informatica si vende tanto, anzi poco
al chilo. Comunque sia, dopo questi anni di lavoro in ambito Java, ho deciso di tentare questa strada.
Inizio dalla Sun Certifiied Java Programmer (con Java alla versione 6), la prima per sviluppatori. Ho trovato questo ottimo post che riporto e per il quale ringrazio l’autore, ho acquistato il kit col libro ed ora provo a studiare tutto per benino. Il periodo non è dei migliori con 38 gradi di temperatura, ma voglio cominciare, se non altro per riportare la programmazione ad essere quel piacere che è sempre stato per me.
Vi terrò aggiornati in questa nuova avventura, come sempre.
Stay Tuned!!!
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Domani, da sempre simbolo del futuro, dell’incerto, di qualcosa che non si conosce, un giorno carico di paura o di aspettative, tutto dipende da come uno si rapporta con il presente se oggi non ti piace di sicuro aspetti un domani migliore. Questa è la mia vita specialmente lavorativa, un oggi difficile senza certezze per il domani, non sono mai stato purtroppo uno che sa vivere alla giornata, sono un programmatore anche nella vita e cerco di costruire un domani migliore. La cosa più brutta è che questi anni di lavoro nell’IT mi stanno annientando la passione per questo mondo per le tecnologie per tutto quello che fin da piccolo mi spingeva a passare giorni interi davanti ad una scatola ed un televisore, quella stessa passione che mi ha fatto scegliere un percorso di vita e mi ha fatto creare questo blog, che come vedete ormai ridotto ad un mero e triste contenitore di link, pescati da delicious.
Non so se riuscirò mai a trovare quello che necessito, per modificare questa situazione, intanto tengo duro, confidando nel domani……..
Non so neanche quanti post scriverò in questo blog, ma di certo non voglio chiuderlo, rimarrà anche lui in attesa del domani.
Stay Tuned!!!
Sono ormai molti anni che sono un felice utente della posta di Google, ma da un pò di tempo mi frullava in testa l’idea di acquistare una casella di posta a pagamento, semplicemente per eliminare quei messaggi pubblicitari presenti su Gmail, o semplicemente per avere qualcosa di più professionale (non che Gmail non lo sia).
Allora da buon utente Apple e felice possessore di iPhone ho deciso di acquistare MobileMe, avevo già fatto la prova gratuita di 60 giorni, non appena il servizio era stato presentato in quel di novembre, quindi già lo conoscevo e stavolta l’ho subito preso.
Non voglio elencare le caratteristiche del servizio, per quello ci pensa Apple, volevo solo riportare una serie di impressioni che dopo una settimana di uso decretano il servizio, purtroppo non ancora del tutto sufficiente.
La parte Mail sul sito Web del servizio è a dir poco penosa, manca di regole per filtrare la posta e quando si compone un nuovo messaggio non c’è la possibilità di poter formattare il testo, sembra semplicemente un modo rapido per leggere e rispondere al volo alla propria posta, in attesa di tornare a casuccia ed accendere Mail su OSX, l’opposto di Gmail che nasce come posta online e che sul Web è un client a tutto tondo.
Gli altri servizi come per esempio i contatti o il calendario non sono per niente superiori ai rispettivi analoghi presenti sul servizio della grande G, hanno solo il vantaggio di essere accessibili via iPhone ed essere fatti ad hoc per il telefono più famoso al mondo.
I tre servizi inoltre (Posta, Rubrica e Calendario) soffrono a mio parere di una lentezza eccessiva in ogni operazione che viene eseguita, lentezza sconosciuta nel mondo Google.
La sola applicazione che mi piace davvero è iDisk, un disco online sempre accessibile sia da Mac, che da Web e persino da iPhone tramite l’applicazione a pagamento su AppStore QuickOffice Files Mobile.
Insomma se non possedete un iPhone lasciate stare il servizio a mio parere, se invece avete un bel telefono della Mela ed un Mac magari, sappiate a ciò che andate incontro, ma la compatibilità e l’integrazione potrebbero farvi comodo, così come la possibilità di ricevere tutte le informazioni in tempo reale tramite la modalità Push abilitata sull’iPhone che mangia la batteria in poco tempo ma se avete mail o appuntamenti importanti da sincronizzare di continuo, potrebbe essere impagabile.
Aspettiamo comunque se ci saranno novità per il servizio nel keynote di lunedi 8 Giugno anche se ne dubito fortemente!!!

Il mondo iPhone è seguito ormai da moltissime persone in tutto il mondo, la stampa specializzata ma anche quella generalista danno molto spazio al telefono palmare della mela. Come molti sapranno dal mio precedente post, ho deciso di partecipare all’iPhone Developer Program della Apple e diventare così sviluppatore con regolare licenza. Grazie all’idea di un amico anche lui sviluppatore iPhone, abbiamo pensato di creare un gruppo sul social Network Linkedin che raccogliesse gli sviluppatori Apple per iPhone italiani. La scelta è ricaduta su Linkedin e non sul più conosciuto Facebook, perchè il primo ci è sembrato più professionale e più adatto ad un gruppo che volesse nel suo piccolo dar voce a tutti coloro che per passione o per lavoro, vogliono sviluppare qualche applicazione (o gioco) per il melafonino. Abbiamo creato adesso il gruppo, perchè con l’arrivo delle beta del firmware 3.0 e con la nuova SDK, contenente più di 1000 nuove API, ci è sembrato opportuno condividere con altri sviluppatori idee e problematiche su così tanto materiale, ancora tutto da scoprire.
Riepilogando quindi:
Allora qui potrete trovare il gruppo che fa per voi: Italian iPhone Developers.
Contribuite in tanti, iscrivetevi al gruppo.
PS: Lo spot del mio gruppo Linkedin è finito
, visto il periodo Buona Pasqua a Tutti!!!
Ho trovato navigando questo pensiero che voglio condividere:
“Se non fossimo con la testa china in contemplazione dell’ombelico italiano ci accorgeremmo dei focolai di rivolta che si verificano sempre più vicino, da ultimo nuovamente in Grecia, e avremmo una risposta alla domanda che si fanno in molti: perché in Italia non è ancora scoppiata una rivoluzione?
II fatto è che le rivoluzioni si fanno a pancia vuota, e la nostra pancia non è ancora vuota perché stiamo prosciugando le risorse accumulate dalla generazione dei padri. Sono i padri che malgrado la crisi consentono ancora ai figli di mantenere il cellulare, fare qualche viaggio o procreare a lazo volta, sia pure con moderazione.
Di sicuro, una democrazia geriatrica non è destinata a durare.
Forse, alla fin fine, tutti i problemi di una società anagraficamente bloccata come la nostra nascono dalle distorsioni del rapporto con la morte. Su questo tema, nella contrapposizione generazionale che
contraddistingue il sistema – vecchi contro giovani, tutelati contro precari – ognuno sembra credere il contrario di quel che dovrebbe. I giovani vivono senza preoccuparsi di contributi, pensione e futuro in
genere, come se la morte dovesse arrivare domani: I vecchi, invece, si comportano come se la morte non dovesse arrivare mai, inchiodandosi alle poltrone e votandosi all’eternità operativa.
Forse una situazione del genere non si era mai venuta a creare, nella storia: e nei confronti della morte semmai era normale l’approccio contrario. Erano i giovani a pensare che la morte non
esistesse, e i vecchi che poco alla volta si rassegnavano all’idea e si concentravano su di essa, facendo testamento.
Da questa inversione sentimentale deriva una spensieratezza generalizzata e intergenerazionale: Stiamo andando a puttane, ma tutti molto allegramente.”
(Roberto Alajmo, scrittore)

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